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    August 16

    ...CAFFE'...

    ...Servi il caffè lentamente, tendi verso di lei la mano con la tazza piena, riempi la tua, con lo sguardo le offri le cose che sono sul tavolo. Pane, burro, marmellata e altri alimenti che a quest'ora e in queste circostanze ti appaiono assolutamente insipidi. Vedi che lei non accetta, che si limita ad accendere una sigaretta e a versare qualche goccia di latte nella sua tazza.
    Con il cucchiaino compi brevi movimenti circolari che pian piano formano spirali, finchè non sei certo della totale dissoluzione dello zucchero che è sprofondato come polvere di specchi in un pozzo, silenziosamente, rispettando il carattere inviolabile di questa mattina-silenzio che inizia.
    Alla fine è lei la prima ad assaggiare il caffè e lì per lì pensa che forse la tazza era sporca. Solleva gli occhi, ti guarda senza recriminazioni nello stesso istante in cui tu bevi il primo sorso e immagini che questo sapore per il momento inqualificabile sia dovuto alla sigaretta, ma è lei a dirlo:
    "Questo caffè sa di fallimento".
    Allora ti alzi in piedi, le strappi la tazza di mano, prendi la caffettiera e rovesci tutto il liquido nel lavandino.
    Il caffè scompare in un gorgoglio caldo e non resta altro che un alone scuro attorno allo scarico. Apri un pacchetto nuovo, calcoli l'acqua per quattro tazze e rimani in piedi aspettando che, goccia a goccia, si formi di nuovo quella porzione di melma mattutina.
    Lo servi. Lei assaggia. Ti guarda con tristezza. Non dice nulla. Bevi dalla tua tazza e la guardi. Ora sei tu a esclamare:
    "E' vero. Sa di fallimento".
    Lei dice con indulgenza che può essere dovuto allo zucchero o al latte e tu gridi che non hai messo nè latte nè zucchero.
    Accende un'altra sigaretta e spinge via la sua tazza in mezzo al tavolo, mentre tu tiri fuori tutti i pacchetti di caffè che conservi in dispensa e con la punta del coltello li apri uno dopo l'altro, palpi freneticamente con le dita quella polvere fine. assaggi, sputi, imprechi, e ti rendi conto che tutto il caffè di casa ha lo stesso ineluttabile sapore di fallimento.
    Lei non ne ha assaggiato neppure un po', ma lo sa.
    Te lo dice in silenzio. Te lo dice con lo sguardo perso nei disegni poliedrici della tovaglia. Te lo dice con il fumo che soffia fuori dalle labbra.
    Torni alla tua sedia con la sensazione di avere una specie di mattone in gola. Vuoi parlare. Vuoi dire che assieme avete bevuto molti caffè che sapevano di oblio, di disprezzo, di odio gentile e monotono. Vuoi dire che questa è la prima volta che il caffè ha un esasperante sapore di fallimento. Ma non riesci ad articolare neppure una parola.
    Lei si alza dal tavolo. Va nella stanza accanto. Si veste lentamente e alle tue orechie arriva il clic del suo braccialetto. Si avvicina alla porta, prende le chiavi, la borsa, il piccolo libro da leggere in viaggio, le viene in mente qualcosa prima di aprire la porta e torna indietro fino a dove sei tu per stamparti sulle labbra un bacio che, per quanto ti sembri incredibile, ha lo stesso sapore di fallimento del caffè.
                                             

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